mercoledì 17 luglio 2013

In una notte d'estate (2003-2013)

Riflettevo, stasera.
Mettevo in ordine i cd e ad un certo punto ne esce fuori uno senza nome. Immacolato.
Riproduco la playlist e parte subito un arpeggino malizioso e una voce familiare che canta "Baciami, baciami ancora, e concentrati ti prego non vorrei che fosse l'ultima volta".
Riflettiamo un attimo. Sono passati davvero DIECI anni dall'uscita di quella canzone nonché dalla prima estate più-o-meno ufficialmente adolescenziale della mia intera esistenza? GIA' dieci anni? Sembra passato un giorno da quando mi intrattenevo sulle sdraio del mio lido alle ore undici di sera -tardissimo!- con i miei amici di allora. Parlando.. Di cosa? Di cosa si parlava a tredici anni? Non me lo ricordo più. Forse si parlava di canzoni. Ecco, ora inizio a ricordare. Io ero l'unica che non sopportava Ramazzotti. Forse si parlava di capelli. Io avevo due antiestetiche méches giallo limone tra i capelli scurissimi, una tragedia. Forse si parlava di ragazzi. Io avevo una cotta tremenda per uno che manco mi guardava. Forse si parlava di scuola. Io ero la secchiona del gruppo. Faticavo a stare appresso ai gusti degli altri, però ci stavo lo stesso, perché avevo tanti amici e non potevo tirarmi indietro, non potevo rovinare tutto. Andavo dovunque andassero e mi incantavo ascoltando "In una notte d'estate" al lettore portatile (vi ricordate? Dovevamo trascinarci tutto il lettore ed i cd! Ah!). Ma ero troppo piccola per capirla fino in fondo. Che voleva dire "accendere il fuego"? E che cos'era il "seme" di cui si parlava? Domande troppo grandi per una che nel 2003 aveva tredici anni, sfoggiava incerta la sua prima minigonna di jeans con le perline rosse e aveva giocato per l'ultima volta con le Barbie giusto qualche tempo prima, ma figuriamoci, non l'avrebbe mai ammesso. In fondo quella tredicenne è ancora qui. Non si è mossa.
Non sopporta Ramazzotti. Ha alcune antiestetiche méches bionde, residuo di un modernissimo shatush fai-da-te venuto fuori male. Ha una cotta per uno che non la guarda neanche. Colleziona 30 sul libretto come caramelle. Però non ha più tanti amici. Ha scoperto quanto sia bello stare da soli, anche se fa un po' male. Anche in una notte dell'estate 2013.

6 commenti:

Betulla Tullia ha detto...

Oh...

Guillo ha detto...

Si è sempre un po' bambini in fondo.
Io l'altro giorno ero ad un bar e ho sentito una canzone di Nino Buonocore, "Scrivimi", non so se la conosci.
Erano 23 anni quasi che non la sentivo più; mi è tornato in mente un filmino fatto da mio padre quando avevo 3 anni e la cantavo.
E ho pianto. :)

Shadowplay ha detto...

Caro Guillo, sono corsa a sentire la tua "scrivimi". Davvero particolare. Sono davvero felice che ci sia ancora qualcuno che si emozioni così :)

Guillo ha detto...

comunque mi piace tantissimo il tuo stile di scrittura! :)

indierocker ha detto...

ehi... siamo in ritardo... un post all'anno! e' già ora del prossimo!

Shadowplay ha detto...

Hai ragione Indierocker.. Provvedo subito :)